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Confronta

BITS
Certe volte bisognerebbe avere una macchina del tempo, per attraversare epoche distantissime tra loro: e da ognuna imparare, o approfondire, anche aspetti del nostro presente. Oppure, si può studiare il passato per inventare il futuro attraverso un altro presente possibile. Gordon Guillaumier ha sicuramente studiato molto bene: attingendo dal passato soggetti decorativi da introdurre nel procedimento industriale di Piemme, creando una nuova collezione e giocando con la scoperta dello scarto come matrice di
preziose texture e trame. L’arte del decoro della Roma antica, dell’opus incertum e del lapis porphyrites, sono reinterpretati secondo le tecnologie contemporanee, mantenendo intatto il fascino del riuso esaltato nella serialità dell’industria. Non solo, Gordon Guillaumier sposta l’attenzione dal fintamente vero al veramente finto: in una dichiarazione di intenti che autentica l’intero percorso intellettuale del progetto. Sostituire il tozzetto di marmo con lo spacco di legno è un’operazione grafica geniale: oltre che controcorrente, rispetto al diffuso, e anche riuscito, tentativo di riprodurre l’effetto ligneo con la ceramica. In questo caso, il legno diventa texture che, per assonanza, si sostituisce ai marmi di una palladiana, diventando trama intrusa su un fondo di cemento, graniglia e pietra: proprio questa intrusione svela la ricchezza del progetto Bits, che nella declinazione Quad e Facet, propone declinazioni grafiche differenti ma storicamente impossibili. Fino a oggi.

PIECES
Il gioco delle possibili texture diventa un’iperbole che amplifica la teoria impostata all’origine da Gordon Guillaumier: sfondi e intarsi sono le variabili x e y che si alternano, secondo scelte stilistiche e grafiche che sembrano lo svolgimento di una funzione trigonometrica. In questo capitolo, gli intarsi “Quad e Facet” che erano legno nella versione “Bits”, diventano marmo nella versione “Pieces”: e nel rinnovato equilibrio tra finzione e realtà, i tozzetti si rincorrono secondo una disposizione ordinata ma volutamente irregolare; ancora per conferire una qualità artigianale e per aiutare la percezione di una stesura senza soluzione di continuità. Questa volta gli sfondi possibili sono un seminato a graniglia lucida nella sfumatura di due grigi, all’interno dei quali si innestano i tozzetti marmorei: le brevi venature conferiscono un effetto quasi ipnotico, un autentico istante di arte optical cinetica. Il decoro è quindi un momento artistico: le cui origini sono nel sacco dell’artigianalità ma trasportate lontano, dagli eccessi e progressi dell’industria. In tal senso, verrebbe da dire che allora tutto è possibile. Vero, ma l’arte del bello è poi nel sapere cosa cercare nel sacco e come governare certi eccessi: cosa non da tutti, ma che è riuscita benissimo nel progetto Bits & Pieces

dettagli tecnici
Piastrelle in gres porcellanato rettificato.
Formati: 120×120, 80×80, 45×90, 60×60, 30x6045x45, 33×33, 30×60 cm.
Finiture: naturale, lappato, levigato, struttura, antiscivolo.
Colori: Powder Bone, Pewter Smoke, Pearl Gray, Peat Brown.

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