La Ceramiche Addeo ha messo “la salute di tutti, prima di tutto”. Mentre procedono a vele spiegate le vendite online, i trasporti non si sono mai fermati in questo periodo, nuove procedure sono state adottate al fine di ridurre l’afflusso di pubblico. Nelle showroom di Napoli e Pomigliano ci sarà un’attenzione maggiore, spazi dedicati ai clienti, percorsi che evitano affollamenti, segnaletica utile a ricordare il comportamento giusto da tenere.

“Se prima si trattava di un atteggiamento consigliato, oggi più di ieri chiediamo ai nostri clienti di porre maggiore attenzione – così Anna Addeo, che prosegue -. Inoltre da tempo portiamo avanti una filosofia di totale dedizione al cliente, per questo offriamo la possibilità di fissare la propria visita, una vera e propria consulenza gratuita, così da ritagliare ad ognuno il giusto spazio, fisico e temporale. Ci siamo dotati di alcune novità per offrire ancor più garanzie a tutti i nostri clienti, collaboratori e partner. La casa è tornata al centro del villaggio globale, chiusi tra le nostre mura abbiamo inteso di dover dedicare maggior attenzione agli spazi domestici, riorganizzare o ristrutturare la parola d’ordine per vivere meglio le nostre vite“.

Un metro. Questa è la distanza minima di sicurezza che dobbiamo mantenere tra noi e gli altri. Un metro, tra noi e il mondo.

E’ così che da domani dovremo avere quella che la prossemica individua come “distanza sociale”, cioè da 120 a 300 centimetri, lo spazio che intercorre tra due individui per incontri formali di lavoro in cui non si permette l’incontro con il contatto fisico.

Ci guarderemo straniti, arrabiati, critici. Chi indosserà la mascherina, chi lo scafandro, chi senza protezioni, ma ognuno ha ormai compreso cos’è la distanza in prossemica. La prossemica, appunto, ch’è quella branca della semiotica che si occupa delle distanze fisiche che si frappongono tra le persone nei modi in cui esse si relazionano. Non state vicini, ammoniscono i medici: ovunque voi siate, casa, ufficio, mezzi di trasporto, tenetevi ad almeno un metro di distanza dagli altri.

La prossemica insegna che il modo di approcciarsi gli uni agli altri è mutevole a seconda dei luoghi e delle culture. Forme di comunicazione non verbale che distinguono le popolazioni. Incidono nelle configurazioni edilizie che rendono tipici paesi, quartieri, città; in forma minimale caratterizzano la maggiore o minore espansività che regolano i contatti tra componenti d’una comunità. Prendiamo Napoli. Ci si saluta con l’abbraccio; si dialoga ravvicinati, in una gestualità che non esclude vicendevoli toccamenti. E non parliamo dell’intimità familiare, amorosa. Insomma, la prossemica alla napoletana è fatalmente altra cosa di quella, che so, tedesca.

Il cambiamento sta qui: alcuni non fanno affatto fatica ma si accorgono — qui la rivoluzione — che per la maggior parte delle persone è una grandissima fatica stare lontani. Noi tutti ci stiamo scoprendo diversi da come eravamo poche settimane fa. È vero che l’uomo dimentica velocemente, per questo mettere nero su bianco, fotografare uno stato d’animo collettivo come non si vedeva dal Dopoguerra potrebbe essere utile.